Che il mercato in Italia con Groupon e Groupalia fosse già saturo? Quanti portali per l’acquisto di deals sono rimasti e quanti ne rimarrano nei prossimi mesi?

Queste sono le domande che i clienti abituali di Glamoo e di “buoni d’acquisto” in generale, insieme agli esperti del settore si stanno facendo in questi giorni. Se ancora non vi fosse giunta la notizia, stiamo facendo riferimento al messaggio di prossima chiusura comparso un mesetto fa su uno dei siti di social shopping più conosciuti per l’acquisto di coupon, l’italianissimo Glamoo.

L’utilizzo di coupon geolocalizzati tramite le tecnologie mobili, rientra nella famiglia dei gruppi di acquisto, grazie ai quali si riescono ad abbattere i prezzi dei prodotti o dei servizi, con un notevole sconto sul prezzo di mercato.

Ma cosa è successo? Purtroppo, tolto il boom e il fenomeno di moda iniziale, dati alla mano (Groupon nel 2014 ha perso circa il 50% del proprio valore), sembra che il mercato dei buoni sia in inesorabile declino. Secondo gli analisti il settore è in declino non tanto per l’utilizzo di deal virtuali, quanto per via di una radicale e crescente evoluzione delle abitudini d’acquisto dei consumatori. Bisogna tenere anche in considerazione che spesso la corsa al ribasso, si è ripercossa sulle aziende aderenti alle inziative, portandole a gravi difficoltà economiche o ad abbassare la qualità del servizio. Condizione che si è inevitabilmente riflessa anche sul consumatore e sulla sua idea di couponing, spesso definita “mordi e fuggi“.

Glamoo non è il solo a chiudere i battenti

A fare compagnia a Glamoo vi sono anche altri siti come Poinx e Rube.it prossimi alla chiusura, mentre i colossi del mercato e-commerce come Groupon e Groupalia sono in crisi e stanno chiudendo sedi in tutta Europa o diminuiscono il personale.

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