Web Agency Ecommerce Starters Guide. Il quadro normativo per le vendite on-line

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Web Agency Ecommerce Starters Guide. Il quadro normativo per le vendite on-line

L’e-commerce è un settore in rapida crescita, che deve svilupparsi in un ambiente caratterizzato da regole certe, trasparenza e chiarezza. A tutti coloro che volessero intraprendere il percorso delle vendite on line dedichiamo Web Agency Ecommerce Starters Guide, una guida in quattro parti che evidenzia tutte le principali problematiche e criticità da affrontare e risolvere e da utilizzare come checklist di controllo.
Iniziamo dal quadro normativo di riferimento.
Il quadro normativo del commercio elettronico ha subito numerose integrazioni negli ultimi anni, ma si fonda su una serie di norme acquisite dalla legislazione per i contratti e le vendite a distanza.

Adempimenti societari

Statuto aziendale

Consigliamo prima di tutto di verificare che nello statuto aziendale sia prevista la vendita a distanza.

Agenzia delle Entrate

legge ed ecommerceAltro fondamentale adempimento é l’apertura della posizione presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate mediante modello AA7/AA9 entro 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività, tramite invio telematico Entratel o mediante Comunicazione Unica (ComUnica).

Il modello AA7/AA9 contiene lo specifico riquadro «ATTIVITÀ DI COMMERCIO ELETTRONICO» da compilare per il soggetto che esercita attività di commercio elettronico. All’interno dello stesso, va indicato l’indirizzo del sito Web, se é proprio o osppitato presso un sito di terzi (marketplace, mall e simili). Anche l’internet service providerche fornisce accesso e spazio sulla rete Internet deve qui essere indicato.

Archivio VIES

Tutti i soggetti che desdiderano intraprendere cessioni e acquisti di beni e di servizi in ambito comunitario devono essere preventivamente autorizzati dall’Agenzia delle Entrate (vedi art. 35 D.P.R. n. 633/72). L’autorizzazione si ottiene con l’inserimento del soggetto autorizzato nell’archivio VIES, che é un archivio informatico – consultabile tramite internet – che consente di verificare se un soggetto è abilitato ad effettuare operazioni intracomunitarie.
Per i soggetti in possesso di partita IVA, la richiesta va redatta in carta libera e presentata a un ufficio dell’Agenzia delle Entrate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità dell’istante stesso. L’autorizzazione si intende accordata decorsi 30 giorni dalla presentazione della domanda, slavo che entro i 30 giorni venga emanato da parte dell’Agenzia un provvedimento di diniego dell’autorizzazione. Durante questo lasso di tempo non si possono effetturae  operazioni intracomunitarie.

Registro imprese

registro impreseE’ necessario aprire una posizione anche presso il Registro Imprese mediante Comunicazione Unica (ComUnica) con Modello I1 (imprese individuali) o S2 (società) –
entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

Inps e Inail

Come per qualunque altra attività, anche l’imprenditore e-commerce deve aprire una posizione INPS mediante Comunicazione Unica con compilazione del quadro AC.
All’assicurazione INAIL sono tenuti solo i soggetti che occupano lavoratori dipendenti e lavoratori parasubordinati nelle attività che la legge individua come rischiose.

Adempimenti comunali  – Commercio elettronico tramite SCIA

Se il nostro progetto e-commerce prevede la vendita al pubblico indistinto, esso viene assimilato al commercio al dettaglio. Di conseguenza si applicano le disposizioni previste per la “vendita per corrispondenza o tramite televisione o altri sistemi di comunicazione” ex D.Lgs. n. 114/1998 come modificato ed integrato dal D.Lgs. n. 59/2010.

Ne consegue che, in rispetto al disposto dell’art. 68 D.Lgs. n. 59/2010, bisognerà provvedere alla presentazione al Comune della sede legale del modello di comunicazione denominato CF6Bis – Commercio elettronico tramite SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività – ad efficacia immediata, prima dell’avvio dell’attività.

A seuito delle modifiche introdotte nel 2010,  l’avvio dell’attività di vendita dei prodotti alimentari e non alimentari  mediante le forme speciali di vendita è soggetta alla DIA ad efficacia immediata.  E’ una semplificazione importante in quanto non obbliga il neo-venditore online ad attendere i trenta giorni prima dell’avvio dell’attività previsti dal vecchio modello.
Rimane comunque l’obbligo a destinare aree del sito distinte per l’attività all’ingrosso e al dettaglio. Ergo chi vende con entrambe le modaklità deve presentare due vetrine e-commerce differenti.

Adempimenti amministrativi

Seguono ora le disposizioni che influiscono sulla porzione “visibile” del nostro sito e-commerce.

Indicazioni obbligatorie all’interno del sito Web

contratti ecommerceL’articolo 35 – comma 1 – del D.P.R. n. 633/72 prescrive che i soggetti in possesso di partita IVA devono pubblicare sulla home page del proprio sito Web il relativo codice di partita IVA.
L’omessa indicazione costituisce una di violazione della legge tributaria ed è punita con una sanzione amministrativa  da euro 258,23 a euro 2.065,83.
Inoltre, con decorrenza 14 luglio 2009, il Legislatore ha introdotto alcune modifiche agli articoli 2250 e 2630 del codice civile che prevedono l’obbligo per le società di capitali di inserire determinate informazioni legali (sede, numero di iscrizione e ufficio del Registro delle imprese, ecc.) oltre che negli atti e nella corrispondenza, anche sul proprio sito Web; in caso di inadempimento è prevista l’erogazione delle sanzioni amministrative stabilite all’articolo 2630 del codice civile per l’omessa o ritardata pubblicazione di atti al registro delle imprese, (da un minimo di euro 103,00 ad un massimo di euro 1.032,00) da applicare, di regola, per ciascun componente dell’organo di amministrazione.

Documentazione obbligatoria di attestazione della vendita

E’ necessario a questo punto definire se ciò che desideriamo percorrere é il filone del commercio elettronico diretto o del commercio elettronico indiretto. Il Legislatore ha individuato una precisa distinzione tra quella che è l’attività di commercio elettronico vero e proprio (diretto) e la semplice vendita a distanza tramite internet (indiretto).

Un esempio chiarisce ogni dubbio: un servizio che non può essere reso in altro modo se non tramite il canale elettronico rientra nella definizione di commercio elettronico diretto (vedi per esempio il servizio di hosting di un sito web, o lo stesso “negozio online” che alcuni siti di aste o marketplace offrono.  Solo un soggetto che regolarmente ed in via continuativa intenda vendere determinati beni o servizi è soggetto agli obblighi formali che elenchiamo di seguito.

Commercio indiretto

Il commercio elettronico indiretto è assimilato, ai fini della disciplina IVA, al commercio per corrispondenza. Quindi non é obbligatorio emettere fattura a meno che
non sia richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione, come disposto dall’art. 22, comma 1, n. 1) . D.P.R.n. 633/1972.
Se la consegna o spedizione della merce risulta da documento di trasporto (DDT) può essere emessa fattura differita entro il giorno 15 del mese successivo a quello di consegna o spedizione, a norma dell’art. 21, c. 4 D.P.R. n. 633/1972.
Le operazioni di e-commerce, inoltre, non sono soggette all’obbligo di certificazione fiscale (mediante scontrino o ricevuta) ai sensi dell’art. 2, comma 1, lett. oo) D.P.R. 696/1996.
Permane naturalmente l’obbligo di registrazione delle operazioni nei registri IVA (registro dei corrispettivi e/o registro delle fatture emesse).

Commercio elettronico diretto

Le transazioni riferibili al commercio elettronico diretto invece non godono dell’esonero dall’obbligo di emissione della fattura previsto dall’art. 22 D.P.R. n. 633/1972.
Questo indirizzo è stato confermato nel recente passato anche dalla Risoluzione ministeriale n. 274/2008 ed è stato ribadito anche dalla Direzione Regionale Lombardia dell’Agenzia delle Entrate, in sede di risposta ad un’istanza di interpello (prot. 39586 del 21/4/2011).

Tutela del consumatore

tutela del consumatoreNelle vendite via Internet vi é l’obbligo di rispettare la legislazione vigente in materia di tutela del consumatore e, in particolare, le norme del D.Lgs. 15 gennaio 1992, n. 50, in materia di contratti negoziati fuori dai locali commerciali e del D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 185, in materia di protezione In particolare, questi decreti impongono una serie di cautele a tutela dei consumatori, relative all’esercizio del diritto di recesso, all’esecuzione del contratto, al pagamento mediante carta di credito; inoltre, impongono che il commerciante fornisca dettagliate informazioni al consumatore, che devono successivamente essere confermate per iscritto.

Dallo scorso 14 guiugno 2014 é entrata in vigore la direttivaeuropea recepita dal decreto legislativo n.21 del 21 febbraio 2014. Molte le novità
soprattutto per i contratti a distanza, stipulati via internet e comunque fuoridai locali commerciali. Vediamo le principali.
  1. Mai più costi nascosti. Oroscopi, ricette, suonerie e giochi elettronici non possono essere pubblicizzati come ‘gratis’ salvo poi nascondere costosi abbonamenti mensili o settimanali.
  2. Contratti telefonici validi solo dopo la firma. Per i contratti a distanza che vengono conclusi per telefono l’impresa deve confermare l’offerta al consumatorec he è vincolato solo dopo averla firmata o dopo averla accettata periscritto anche mediante firma elettronica. In caso di servizi, la conferma da parte del professionista deve avvenire prima dell’erogazione del servizio stesso.
  3. Prezzi trasparenti. I venditori dovranno chiarire il costo totale del prodotto o servizio offerto, comprensivo di qualsiasi extra. I consumatori non dovranno pagare costi aggiuntivi se non sono stati espressamente informati dei costi stessi prima di inviare l’ordine.
  4. Nuovo termine per il recesso. Il tempo a disposizione per esercitare il diritto di recesso nel caso di vendite a distanza (su internet, viatelefono ma in genere fuori dal negozio) aumentada 10 a 14 giorni. Si arrivaa un anno e 14 giorni seil venditore non ha adeguatamente informato il consumatore sull’esistenza del diritto stesso.
  5. Rimborsi più veloci in caso di recesso. Se il consumatore cambia idea ed esercita il diritto di recesso, dovrà ricevere il rimborso di quanto pagato entro i 14 giorni successivi, con lo stesso strumento di pagamento utilizzato per acquistare ilbene o il servizio. I costi di spedizione saranno comunque a carico del venditore mentre saranno a carico del consumatore i costi di restituzione.
  6. Informazioni chiare sui costi di reso. Se il venditore vuole addebitare al consumatore i costi della restituzione del bene conseguenteall’esercizio del diritto di recesso deve informarlo sull’esistenza dei costi stessi indicando il costo massimo. In mancanza di tali informazioni le spese di restituzioni saranno a carico del venditore.
  7. I contratti esclusi. La nuova normativa non si applica ai contratti negoziati fuori dai locali commerciali se il consumatoredeve pagare un corrispettivo non superiore ai 200 euro.

E’ vietato altresì inviare prodotti al consumatore se non a seguito di sua specifica richiesta, così come è vietato l’invio al consumatore di campioni o omaggi, salvo che non ci siano spese o vincoli a suo carico. Il contratto va eseguito entro 30 giorni dal giorno successivo a quello in cui il consumatore ha trasmesso l’ordinazione, se nulla è previsto dal contratto al riguardo dei consumatori nei contratti a distanza.

La consulenza di una web agency ecommerce

web agency ecommerceNe.W.S. – New Web Solutions, con decine di progetti e-commerce realizzati, é , unitamente al proprio consulente legale, un punto di riferimento esperto di tutte le tematiche legali da affrontare per l’avvio di una nuova attività di vendita on-line.
2017-01-25T10:41:42+00:00novembre 18th, 2014|Tags: , , , |

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