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Accessibilità e-commerce 2025: siti non conformi e carrelli che escludono utenti

Perché migliaia di e-commerce rischiano sanzioni e perdono clienti 

Il mercato online non perdona: bastano pochi secondi di frustrazione perché un cliente abbandoni il carrello. È qui che entra in gioco l’accessibilità ecommerce.

Dal 2025, con l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act, non sarà solo una leva strategica per aumentare le vendite: diventerà un obbligo di legge, con sanzioni che in Italia possono arrivare fino a 40.000 euro – e, nei casi più gravi, persino fino al 5% del fatturato

Illustrazione di una persona che spinge un carrello della spesa  attraverso un ambiente digitale caotico, circondato da interfacce web,  icone di errore e notifiche, a rappresentare le barriere di accessibilità  che un utente incontra nell'e-commerce
Illustrazione di una professionista con occhiali che osserva  pensierosa uno schermo digitale circondato da elementi di interfaccia,  a rappresentare la frustrazione di un utente che incontra ostacoli  di accessibilità durante la navigazione online

Ma il vero costo non è la multa: è il cliente che se ne va. Secondo il Click-Away Pound Report, ben il 75% delle persone con esigenze di accessibilità abbandona un sito se incontra barriere durante la navigazione o il checkout.

E più in generale, ricerche recenti mostrano che 3 utenti su 4 smettono di comprare quando un sito appare poco usabile o datato. 

L’accessibilità ecommerce non è quindi solo un obbligo di legge: è la differenza tra un carrello abbandonato e una vendita conclusa, tra un cliente perso e uno fidelizzato. 

I numeri dell’esclusione digitale nell’accessibilità e-commerce

Secondo il WebAIM Million 2024, ben il 95,9% dei siti web presenta errori di accessibilità rilevabili automaticamente. Quando si parla di accessibilità e-commerce, la situazione si complica ulteriormente nelle fasi critiche del checkout: 

Uno studio di Accessiway evidenzia che il 58% dei siti presenta problemi nell’accessibilità del markup dei campi dei form, rendendo difficile completare un acquisto.

Nel caso del modulo di login “My Account” di WooCommerce, i messaggi di errore non vengono annunciati dagli screen reader, pur essendo visibili sulla pagina, creando ostacoli durante il processo di pagamento.

Le moderne soluzioni CAPTCHA, se non progettate correttamente, possono bloccare completamente gli utenti, come sottolinea un articolo di FriendlyCaptcha, limitando l’accesso ai servizi online.

Infine, un altro studio di Accessiway mostra che il 64% dei siti presenta problemi di navigazione tramite tastiera, incluso il mancato avviso dei timeout di sessione.

Secondo il Baymard Institute, oltre il 70% dei carrelli online viene abbandonato durante il checkout, spesso a causa di problemi di usabilità. Tra questi ostacoli, una parte significativa riguarda direttamente le barriere legate all’accessibilità e-commerce, come la navigazione complicata e la mancata segnalazione degli errori nei form. 

L’impatto economico è enorme: in Europa circa 101 milioni di persone convivono con una qualche forma di disabilità, rappresentando un mercato potenziale da oltre 2 trilioni di euro. Gli ecommerce non conformi all’European Accessibility Act 2025 rischiano di perdere l’accesso a questo segmento strategico, oltre a ridurre le conversioni e l’efficacia del checkout. 

Gli errori critici che bloccano il checkout 

Navigazione da tastiera compromessa 

La navigazione solo tastiera è fondamentale per utenti con disabilità motorie e non vedenti. Eppure, molti e-commerce rendono impossibile completare un acquisto senza mouse. Questo è uno degli errori più gravi in tema di accessibilità e-commerce.

Problemi ricorrenti: 

  • Focus trap nei menu a tendina del carrello 
  • Tab order illogico nei form di pagamento 
  • Pulsanti “Procedi” non raggiungibili via tastiera 
  • Modale di conferma ordine senza gestione focus 

Le WCAG 2.2 richiedono che ogni elemento interattivo sia raggiungibile e utilizzabile tramite tastiera. Non è un dettaglio tecnico: è un requisito legale dal 2025. 

Illustrazione di un computer con il tasto Tab ben visibile per rappresentare la possibilità di navigare le informazioni sullo schermo tramite tastiera

Screen reader e informazioni mancanti 

headphones

Gli screen reader traducono il contenuto visivo in audio per utenti non vedenti. Ma durante il checkout dell’accessibilità e-commerce, questi strumenti spesso non riescono a comunicare informazioni essenziali. 

Errori frequenti: 

  • Prezzi e sconti inseriti solo come immagini 
  • Messaggi di errore in popup non annunciati 
  • Stati del carrello (quantità, totali) non aggiornati per screen reader 
  • Campi obbligatori non identificati correttamente 

Alternative testuali assenti o inutili 

picture

Le immagini dei prodotti nel carrello spesso hanno alt text generici come “prodotto” o peggio, sono completamente vuoti. Per chi usa screen reader, è impossibile verificare cosa sta acquistando. Un problema diffuso che compromette gravemente l’accessibilità e-commerce di migliaia di siti.

Violazioni WCAG 2.2 comuni: 

  • Icone di pagamento senza testo alternativo 
  • Grafici di disponibilità prodotto non descritti 
  • Badge promozionali puramente visivi 
  • Indicatori di sicurezza SSL non comunicati 

L’impatto dell’EAA 2025 sugli ecommerce non conformi 

L’European Accessibility Act entrerà ufficialmente in vigore il 28 giugno 2025, imponendo a tutti gli ecommerce di garantire l’accessibilità e-commerce del sito secondo gli standard WCAG 2.1 livello AA almeno.

Non si tratta più di un semplice buon consiglio: la compliance sarà obbligatoria per tutti i negozi online rivolti ai consumatori (B2C). 

Cosa cambia concretamente per gli ecommerce: 

Illustrazione di una persona che monitora le prestazioni di diversi e-commerce attraverso interfacce web, icone di errore, grafici e notifiche, a rappresentare l'impatto che l'accessibilità ha su un sito e-commerce
  • Obbligo di conformità: tutti i siti di vendita online devono rispettare le linee guida WCAG 2.1, rendendo accessibili navigazione, form di acquisto, checkout e contenuti multimediali. 
  • Sanzioni amministrative: le autorità competenti potranno applicare multe fino a 150.000 euro9, a seconda della gravità delle violazioni. 
  • Possibilità di denuncia: consumatori e associazioni potranno segnalare le aziende non conformi, aprendo la strada a procedimenti legali o richieste di adeguamento. 
  • Esclusione da appalti pubblici: le aziende che non rispettano gli standard di accessibilità rischiano di perdere opportunità di partecipare a gare e forniture pubbliche. 

Le autorità di vigilanza avranno il potere di bloccare l’operatività degli ecommerce non conformi, rendendo chiaro che l’accessibilità e-commerce non è più una questione di “buone pratiche”, ma un obbligo normativo e di compliance.  

Le soluzioni tecniche prioritarie per il 2025 

impostazioni

Implementare una strategia di remediation progressiva 

Non serve rifare tutto da zero. Le priorità per l’accessibilità e-commerce 2025 sono: 

  • Audit del percorso critico: Dal catalogo al pagamento completato 
  • Fix immediati: Correggere errori bloccanti nel checkout 
  • Test con utenti reali: Coinvolgere persone con disabilità 
  • Monitoraggio continuo: Tool automatici più verifiche manuali 
checkout

Focus sul checkout accessibile 

Il checkout determina se un cliente completa l’acquisto. Elementi essenziali WCAG 2.2: 

  • Form labels associati correttamente ai campi 
  • Error handling che annuncia e spiega gli errori 
  • Progress indicator accessibile per checkout multi-step 
  • Time limits con avvisi e possibilità di estensione 
  • Confirmation chiara dell’ordine completato 
annunci

Gestione dello stato del carrello

Il carrello deve comunicare cambiamenti in tempo reale a tutti gli utenti: 

  • Annunci ARIA live per aggiornamenti quantità 
  • Riepilogo ordine navigabile con screen reader 
  • Prezzi e totali in testo, non solo in immagini 
  • Opzioni di modifica accessibili via tastiera 

Il costo dell’inazione supera l’investimento in accessibilità 

Rimandare l’adeguamento alle WCAG 2.2 non significa solo rischiare multe: significa perdere fatturato e credibilità. Ogni giorno senza un e-commerce accessibile è un’occasione mancata.

Un sito non conforme esclude fino al 15% del mercato potenziale, espone a sanzioni che in Italia arrivano a 40.000 euro (e in alcuni casi fino al 5% del fatturato), e genera recensioni negative che minano la fiducia dei clienti. Non va dimenticato che correggere problemi di accessibilità e-commerce dopo il lancio può costare fino a 10 volte di più rispetto a progettarli correttamente da subito.

Un esempio concreto? Un e-commerce di medie dimensioni può perdere fino a 2,5 milioni di euro all’anno a causa di barriere di accessibilità, mentre l’investimento per la conformità alle WCAG 2.2 si aggira intorno ai 50.000-100.000 euro una tantum, più qualche costo di manutenzione.

In altre parole, l’accessibilità e-commerce non è una spesa: è un investimento strategico che tutela sia i profitti che la reputazione del brand.

Illustrazione di tre persone che lavorano insieme in un ambiente  digitale: una persona su sedia a rotelle con un laptop, affiancata  da altri due collaboratori in piedi, a rappresentare un contesto  lavorativo e tecnologico inclusivo e accessibile

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