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Voucher Digitalizzazione PMI Piemonte 2026: contributi fino a 25.000 euro per la trasformazione digitale

La Regione Piemonte ha pubblicato il nuovo Voucher Digitalizzazione PMI 2026, la misura a fondo perduto pensata per accompagnare le imprese piemontesi nell’adozione di tecnologie digitali avanzate.

Le domande si aprono il 22 ottobre 2026 e le risorse verranno assegnate a sportello: le domande vengono esaminate in ordine cronologico e finanziate fino a esaurimento delle risorse. Inviare presto, però, non basta: il progetto deve essere coerente con le tecnologie previste dal bando e accompagnato dalla documentazione richiesta.

Vediamo nel dettaglio come funziona, chi può richiederlo e come impostare fin da ora un progetto di digitalizzazione ammissibile.

voucher digitalizzazione PMI Piemonte 2026

Cos’è il Voucher Digitalizzazione PMI 2026

Il bando, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 29 del 23 luglio 2026, finanzia con contributi a fondo perduto (voucher) i progetti di transizione digitale delle micro, piccole e medie imprese piemontesi. È gestito da Unioncamere Piemonte su incarico della Regione, nell’ambito del Programma Regionale FESR Piemonte 2021-2027.

La dotazione finanziaria complessiva è di 19,2 milioni di euro: 18 milioni di euro del Programma regionale FESR Piemonte 2021-2027 e 1,2 milioni messi a disposizione dal sistema camerale piemontese.

L’obiettivo è sostenere investimenti di dimensione contenuta che introducano tecnologie digitali nei processi aziendali: software, sistemi integrati, infrastrutture, consulenza specialistica e formazione collegata al progetto.

A chi è rivolto

Possono presentare domanda:

Micro, piccole e medie imprese (secondo la definizione dell’Allegato 1 al Regolamento UE n. 651/2014)
con sede legale e/o unità locale operativa in Piemonte, dove verrà realizzato il progetto.

Prima di impostare il progetto è importante verificare tutti i requisiti dell’articolo 4 del bando. Tra i principali:

codice ATECO rientrante tra le attività ammissibili;
regolarità contributiva e, per i soggetti obbligati, regolarità nel pagamento del diritto annuale;
rispetto degli obblighi relativi alle polizze contro i rischi catastrofali;
assenza di contributi già ottenuti con i precedenti Voucher Digitalizzazione PMI 2023 e 2024.

Il bando usa la definizione europea di impresa, che può comprendere anche professionisti e altre entità che esercitano un’attività economica, purché rispettino i requisiti previsti.

Quanto copre il contributo

Il voucher copre una quota variabile delle spese ammissibili, in funzione della dimensione dell’impresa e dell’eventuale utilizzo di soggetti aggregatori per la costruzione del progetto.

Il contributo massimo richiedibile è di 25.000 euro per impresa, indipendentemente dalla classe dimensionale.

Si tratta di un’agevolazione concessa in regime “de minimis”: occorre cioè considerare gli aiuti ricevuti dall’impresa unica nell’arco di tre anni.

Quali spese sono ammissibili

Il bando finanzia progetti di upgrade digitale che comprendano almeno una delle tecnologie abilitanti previste. Le principali categorie di costo ammesse sono:

beni e servizi strumentali: compresi hardware, dispositivi, software, licenze e spese di connessione funzionali al progetto;
servizi di consulenza specialistica collegati all’introduzione delle tecnologie;
servizi di formazione sulle stesse tecnologie.

Attenzione: consulenza e formazione insieme non possono superare il 30% del totale delle spese ammissibili del progetto. Il resto deve riguardare investimenti concreti (software, licenze, impianti, attrezzature).

Tra le spese escluse rientrano, tra le altre:

personale, trasferte, vitto, alloggio e spese generali;
consulenze fiscali, contabili o legali ordinarie e servizi di mera promozione commerciale;
pubblicità e advertising, anche sui social media;
smartphone, beni usati o in leasing, opere murarie e lavori in economia;
servizi per certificazioni, comprese quelle obbligatorie;
forniture complessivamente inferiori a 500 euro, IVA esclusa.

La semplice sostituzione di computer o tablet non è sufficiente: l’hardware deve essere indispensabile per un progetto costruito attorno a una tecnologia ammessa.

Gli ambiti tecnologici finanziabili

Il progetto deve riguardare almeno una tecnologia tra quelle indicate nell’elenco ufficiale del bando. Tra le voci più rilevanti per chi lavora nel digitale e nell’e-commerce:

  • intelligenza artificiale: computer vision, NLP e automazione documentale, AI predittiva, AI generativa applicata ai processi aziendali;
  • cloud, edge e sicurezza informatica: cloud/edge computing, soluzioni di cybersecurity e business continuity;
  • CRM e gestione integrata dei processi: sistemi CRM, ERP, MES, PLM, SCM;
  • IoT e sensoristica interconnessa;
  • big data & analytics collegati a processi produttivi o gestionali;
  • blockchain, tracciabilità di filiera e gestione documentale certificata.

I servizi Ne.W.S. che rientrano in questi ambiti

Molti dei progetti che sviluppiamo quotidianamente si collocano proprio all’interno delle tecnologie abilitanti previste dal bando. Ecco i principali, con il relativo ambito di riferimento.

Introduzione di servizi IA in aziendaambito: intelligenza artificiale

Analisi dei processi aziendali e inserimento di strumenti di AI dove producono un risparmio misurabile: automazione documentale (fatture, ordini, contratti), classificazione e smistamento delle richieste in arrivo, generazione assistita di contenuti e schede prodotto, analisi predittiva su dati di vendita o magazzino. È l’ambito in cui il bando è più esplicito: il progetto risulta solido quando parte da un processo concreto da migliorare e non dall’adozione della tecnologia in sé.

Creazione di agenti IAambito: intelligenza artificiale + gestione integrata dei processi

Sviluppo di agenti conversazionali e workflow automatizzati che operano sui dati aziendali: assistenti per il customer care di primo livello, agenti di back-office collegati a gestionale o CRM, flussi di automazione (n8n e simili) che orchestrano più sistemi. Il collegamento con CRM, ERP o gestione documentale rafforza il progetto, perché fa emergere l’integrazione tra tecnologie e non un intervento isolato.

Realizzazione di siti web con chat IA integrataambito: intelligenza artificiale (NLP), da collegare a CRM o analytics

Vale la stessa logica descritta per l’e-commerce: il sito web in sé non è la tecnologia finanziabile. Diventa parte di un progetto ammissibile quando l’assistente conversazionale è basato su NLP/AI generativa, è addestrato sulla knowledge base aziendale e conferisce lead, richieste o dati di interazione al CRM o alla piattaforma di analytics. Il perimetro del progetto va quindi descritto come “assistente AI + integrazione”, non come “nuovo sito”.

Soluzioni cloud e VPSambito: cloud/edge computing, cybersecurity e business continuity

Migrazione di applicativi e store su infrastruttura cloud dedicata, configurazione di VPS e ambienti gestiti, backup e disaster recovery, hardening e monitoraggio di sicurezza, continuità operativa. Rientrano tra i beni e servizi strumentali ammessi quando funzionali al progetto; è utile inquadrare l’infrastruttura come abilitante rispetto all’obiettivo (ad esempio il cloud che ospita l’applicazione AI o il gestionale integrato), documentando la durata dei servizi nei preventivi.

E-commerce: quando può rientrare nel bando

Un progetto e-commerce non è finanziabile come intervento isolato. Il bando ammette i sistemi di e-commerce solo quando sono collegati a un’altra tecnologia dell’elenco, per esempio CRM, AI, analytics o sistemi gestionali integrati.

In pratica, un semplice restyling dello shop o una campagna pubblicitaria non bastano. Deve emergere un progetto di digitalizzazione più ampio, con un collegamento chiaro tra tecnologia, obiettivi, preventivi e spese.

Anche strumenti come la marketing automation o la generazione di contenuti con AI vanno valutati caso per caso: possono essere coerenti se fanno parte di un processo CRM o AI strutturato; i servizi di advertising restano invece esclusi.

Tempistiche: quando e come presentare domanda

Le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, tramite la piattaforma ReStart di Infocamere:

  • dal 12 ottobre 2026, ore 11:00
    • Possibilità di pre-caricare la documentazione.
  • dal 22 ottobre 2026, ore 11:00
    • Apertura dello sportello e invio formale della domanda.
  • 15 dicembre 2026, ore 16:00
    • Chiusura prevista, salvo sospensione o chiusura anticipata per esaurimento delle risorse.

Il pre-caricamento non dà priorità. Ai fini dell’ordine cronologico conta l’invio formale effettuato dal 22 ottobre.

La pratica richiede firma digitale in formato CAdES (.p7m), preventivi coerenti con le spese indicate, autovalutazione SELFI4.0 e gli altri allegati previsti. Le domande formalmente ammissibili vengono poi esaminate da una commissione tecnica.

Perché conviene muoversi già da ora

Attenzione alla data delle spese

Un elemento spesso sottovalutato: sono ammissibili solo le spese sostenute dopo la presentazione della domanda. Questo significa che qualsiasi investimento avviato prima della candidatura non potrà rientrare nel contributo.

Cosa preparare prima del 22 ottobre

Chi ha in programma un progetto di digitalizzazione per il 2027 — che si tratti di un CRM, di un chatbot AI, di un ERP o di un progetto di cybersecurity — ha quindi tutto l’interesse a definire ora:

il problema aziendale che il progetto deve risolvere;
la tecnologia ammessa a cui collegare l’investimento;
I fornitori idonei e raccogliere preventivi dettagliati;
requisiti, allegati e firma digitale senza avviare le spese prima della domanda.

Come può supportarti Ne.W.S.

Diversi ambiti finanziabili dal bando rientrano nei progetti che seguiamo ogni giorno per i nostri clienti: dallo sviluppo di applicazioni AI per il business alla marketing automation e ai sistemi CRM, fino alle soluzioni di compliance normativa e alla creazione di contenuti con intelligenza artificiale.

La valutazione di ammissibilità e la concessione del contributo spettano a Unioncamere Piemonte. Il nostro lavoro è rendere il progetto tecnico chiaro, concreto e documentabile, evitando di presentare come finanziabili attività che il bando esclude, come advertising o consulenze ordinarie. Approfondiremo il tema con un contributo dedicato a ottobre, quando sarà possibile presentare domanda: nel frattempo, se vuoi iniziare a valutare il tuo progetto, contattaci.

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